Viaggi nel tempo sotto un sole quieto

l'apocalisse made in Usa del profetico Tucker

Ennesimo romanzo sui viaggi nel tempo, ma Wilson Tucker non è un autore di storie consolatorie e non ammette sconti o buonismi in questa vicenda scritta nel 1970, quando ancora la   guerra nel Viet-Nam era in pieno svolgimento e le lotte per i diritti civili delle minoranze prendevano sempre più forza.

In un periodo di contestazioni sociali, Tucker ricorre al viaggio nel tempo per una estrapolazione futura di quanto poteva accadere negli USA nel giro dell’allora prossimo ventennio. Non a caso il protagonista principale, Brian Chaney, è un demografo e autore di uno studio nel quale teorizzava alcuni sviluppi sociali, economici e industriali per il dipartimento di stato americano.
Inoltre è anche il traduttore di alcuni rotoli del Mar Morto, i rotoli di Qumran, cosa questa che ricorrerà più volte nel romanzo, come una persecuzione, dove l’Eschatos o “La fine delle cose” contenuta in uno dei rotoli, aleggia come predizione di un crepuscolo inevitabile della civiltà occidentale.

Pur con qualche tentennamento alla fine Brian Chaney accetta di far parte della squadra che andrà nel futuro, dopotutto quale futurista rinuncerebbe alla possibilità di toccare con mano l’esattezza dei propri studi estrapolativi sul futuro? Ma ovviamente essendo il Dispositivo di Dislocazione Temporale finanziato dal governo, il primo viaggio nel tempo non sarà come quello prospettato a Chaney all’inizio, ovvero esplorare l’anno 2000, bensì a soli due anni nel futuro, quanto basta all’attuale presidente degli USA per sapere se verrà rieletto. Non manca qui una non troppo sottile critica al presidente, giudicato debole codardo e avido di potere. Una critica indiretta forse a Nixon, in carica al tempo della pubblicazione del romanzo. Benché a malincuore, Chaney compie il suo primo viaggio nel prossimo futuro e si ritrova in una America sull’orlo di una guerra civile e di un colpo di stato, che sarà evitato grazie al suo rapporto una volta tornato.

Il presidente in carica sa che verrà rieletto e Chaney con altri due compagni questa volta sarà lanciato nel futuro di venti anni, ma distanziati di un anno l’uno dall’altro. L’emersione nell’America di venti anni nel futuro porterà i tre viaggiatori a confrontarsi con una società sull’orlo del collasso sociale, con una guerra civile in corso. Attraverso le loro sanguinose difficoltà e varie peripezie, Tucker/Brian ci mostra tutte le tensioni razziali e rivendicazioni sociali che scuotono l’America del suo tempo, senza sconti o consolazione. Alla fine lo stesso Brian si ritroverà solo a fronteggiare situazioni di degradazione e violenza senza alcuna possibilità di tornare indietro, infatti la fonte di energia che alimentava il dispositivo di dislocazione temporale non esiste più e Brian Chaney sarà prigioniero di un futuro carico di tragedie.

A cinquantadue anni dalla prima pubblicazione, “L’Anno del Sole Quieto” non pare affatto superato o invecchiato, se pensiamo agli USA di oggi, dove un presidente perdente, bramoso di potere, ha incitato i suoi accoliti a un colpo di stato il 6 Gennaio 2020. L’Anno del Sole Quieto è un romanzo che poteva apparire “vintage” ma che gli avvenimenti politici di questo tempo, in alcuni suoi aspetti, hanno reso drammaticamente attuale.

Giuseppe Ferri

 

L’Anno del Sole Quieto
Titolo Originale:
The Year Of The Quiet Sun (1970)
Traduttore: Gianni Aimach 
Pag. 246 – Cosmo Oro 102

 

 

Giuseppe Ferri

classe 1959 da sempre appassionato lettore di SF, unico genere letterario in grado di unire materia umanistica a 297 quella scientifica senza annoiare. Ama leggere più che scrivere e questo è il motivo della sua scarsa produzione. Attualmente, dopo 42 anni e 10 mesi di contributi finalmente in pensione, ma continua ad avere lo sguardo sul futuro.

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