Tempo di devastazione: Berseker space opera

L'artificiale e il biologico: Saberhagen e gli scontri infiniti

Millenni prima dell’espansione umana nel cosmo due razze aliene si sono date battaglia. Una guerra terribile, che ha prodotto delle macchine guerriere dotate di una intelligenza autonoma, con l’incarico di sterminare ogni forma di vita organica, cosa questa che ha portato all’estinzione entrambe le razze aliene.
Ma le macchine assassine che hanno creato sono sopravvissute, continuando la loro opera sterminatrice nella galassia, portandole infine a contatto con la specie umana e attaccando i mondi che hanno colonizzato.
Basandosi su questo spunto, Fred Saberhagen ha scritto una serie di romanzi di genere avventuroso, una space opera militare dove il confronto con l’intelligenza optoelettronica senziente, i Berserker, e quella organica umana, si scontra, mettendo in campo una furia distruttrice senza requie.
 
Berserker: Il Titano D’Acciaio, è un altro capitolo di questo scontro. In questo panorama di guerra infinita, ogni romanzo è una storia a sé stante, con protagonisti umani e robotici sempre diversi.
Nelle profondità dello spazio una macchina particolarmente intelligente, denominata Shiva, sta ottenendo numerose vittorie negli scontri con gli esseri umani. Nel cuore di un tranquillo planetoide, Hyperborea, posto a cinquemila anni luce dalla Terra, il comandante Claire Normandy attende l’arrivo di una flotta per approntare un attacco a sorpresa contro Shiva. Nello stesso
momento arriva anche Harry Silver, un avventuriero alla ricerca di un piccolo tesoro nascosto da qualche parte sul planetoide.
Così la trama si svolge in parte fra i preparativi dell’attacco a Shiva e la ricerca segreta di Silver.
Purtroppo la tanto attesa flotta umana quando giunge a Hyperborea è ridotta a pezzi, le armate di Shiva l’hanno intercettata e attaccata per prima, sorprendendola, e ora si appresta ad attaccare il planetoide.
 
Il romanzo è una consueta storia di guerra, senza impennate fantasiose, e non offre grandi spunti filosofici, se non per una costante quanto semplice riflessione sull’opportunità di creare veramente una intelligenza artificiale. In effetti durante la lettura del romanzo si finisce solo col chiedersi se coloro che nella odierna realtà lavorano a tale meta, anche per scopi militari, siano consapevoli che forse, le famose leggi di Asimov non sono realmente in grado di evitare l’avvento di un mostro di Frankenstein cibernetico. Ci raccontano sempre di quanto possano essere grandi i vantaggi di una simile impresa, quasi nessuno, a parte una notevole mole di storie di SF su questo tema, da “Colossus” di D.F. Jones a “Non ho bocca e devo urlare” di Harlan Ellison e la stessa serie sui Berserker di Fred Saberhagen, ci dicono diversamente. Certo è fantascienza, quindi da non considerare, dopotutto parla sempre delle solite cose stravaganti, come viaggi nello spazio, andare sulla Luna, fondare colonie su altri pianeti e intelligenze artificiali poco amichevoli. Tutte cose poco reali, o no?
 
Piccola nota, Fred Saberhagen ha registrato il marchio Berserker, ora è di sua proprietà, in quanto creatore delle senzienti macchine assassine del futuro.
 
Giuseppe Ferri
 
BERSERKER:
IL TITANO D’ACCIAIO
di FRED SABERHAGEN
Urania – 1381 – Mondadori 
Titolo Originale: Shiva in Steel 
Traduzione di Anna Feruglio Dal Dan 
Pag 266 

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