Il quesito di Spinrad: con la copia dell’uomo l’anima è in omaggio?

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Deus X, la sottile linea tra scienza e religione

Deus X ovvero l’anima questa sconosciuta.
Questo il tema centrale di questa fatica letteraria di Norman Spinrad, autore
sarcastico e provocatorio, che con questo romanzo di vago sapore cyberpunk pone interrogativi non trascurabili nella teologia religiosa. Pubblicato in Italia nel 1993, anticipando di qualche anno la bagarre sulla clonazione della pecora Dolly e il conseguente dibattito sconclusionato su giornali e TV sul timore di una clonazione umana, incentivati dalle parole della Chiesa Cattolica su tale possibilità, e la conseguente ipocrita disinformazione, condita di sottile terrorismo psicologico, perpetrato a suo tempo tramite convegni pseudoscientifici.

Benché non sia stato detto esplicitamente, quel che preoccupa la Chiesa, più
che la replicazione all’infinito dell’essere umano, è la semplice ed inquietante domanda: clonando un singolo essere umano si clona anche la sua anima? Oppure, se l’anima viene da Dio, l’essere che si ottiene dalla replicazione del patrimonio genetico e quindi frutto interamente prodotto dalla conoscenza scientifica umana, ma comunque in grado di sviluppare una propria
autocoscienza come qualsiasi persona, cosa che comunque un clone è, deve essere riconosciuta dalla Chiesa come possessore di un’anima? E se è così, l’anima è da ritenersi qualcosa di materiale?
Questioni simili possono mettere in discussione una intera teologia.

Ebbene Deus X di Norman Spinrad fa un altro passo avanti. Grazie alla moderna tecnologia dei computer oltre alla clonazione biologica vi è anche la replicazione della mente umana. Duplicando e inserendo tale duplicazione in una rete computerizzata (o cyberspazio) si ottiene solo una replica elettronicamente sterile dei processi cerebrali, oppure le menti inserite (duplicate o clonate) nella realtà virtuale sono in grado di affermarsi autonomamente come singoli individui autocoscienti?

Una domanda alla quale questo autore cerca di rispondere sfoggiando una discreta fantasia, narrando il tutto con uno stile leggero ma non per questo meno inquietante nelle conclusioni e nelle allusioni finali. L’umanità necessita di un nuovo immaginario religioso, non è un caso il proliferare delle sette.
Serve un nuovo Dio agli uomini del domani, perché se la vita dopo la morte del corpo biologico continua all’infinito nel cyberspazio, quale divinità verrà a dettare le nuove leggi all’umanità? 

Va detto che Spinrad non preme molto sull’acceleratore religioso filosofico, una critica più accorta potrebbe insinuare che non ha centrato l’obiettivo. Se così è va comunque detto che Norman Spinrad ha confezionato e raccontato una buona storia, e lo fa seminando interrogativi, lasciando così al solo lettore il piacere d’inoltrarsi ulteriormente in tali riflessioni.
Deus X è un romanzo che fa sorgere domande nella mente del lettore e forse per questo, fino a oggi, mai più ristampato.

 

Titolo Originale
DEUS X (1992)
Traduttore
Alessandro Zabini
Pag. 203
Cosmo Argento 243 –
Editrice Nord

Giuseppe Ferri

classe 1959 da sempre appassionato lettore di SF, unico genere letterario in grado di unire materia umanistica a 297 quella scientifica senza annoiare. Ama leggere più che scrivere e questo è il motivo della sua scarsa produzione. Attualmente, dopo 42 anni e 10 mesi di contributi finalmente in pensione, ma continua ad avere lo sguardo sul futuro.

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