Retroedicola videoludica editore

Progetto Iskandar è un’etichetta di Retroedicola Videoludica Editore, nasce per affiancare l’attività dell’Associazione RetroEdicola Videoludica nella diffusione e conservazione della cultura pop(olare), sviluppando una linea editoriale propria di pubblicazioni e testi, narrativa videoludica che comprende romanzi e raccolte di racconti inediti, saggi e la rivista “Diario BIT”.

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La rivista ufficiale di Associazione Retroedicola Videoludica

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Video Games: The People, Games, and Companies

Anche se questa campagna è stata creata per il pubblico di lingua inglese, sarà possibile preordinare – a prezzo scontato – il primo volume italiano. Inoltre, solo per questa campagna, verranno messe in vendita 100 scatole limitate e numerate de The Sumerian Game, uno dei primissimi giochi per computer, scritto nel 1963 per mainframe IBM e considerato perso per decenni. Grazie all’opera di ricerca, la sua storia è stata recuperata e il gioco è nuovamente fruibile in una versione per Apple II, estremamente fedele all’originale. 

I viaggi di Iskandar

Inizia il nuovo viaggio,
un racconto gratis di
Pablo Miguel Magnani!

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Fiere

Progetto Iskandar è presente alle fiere e mercatini con un proprio stand e tutte le ultime novità!

ABOUT AUTHORS

Gianlorenzo Barollo: Accadde a Milano nell’anno dell’Odissea di Kubrick. È un ragazzo in grigio, poco monolitico, folgorato dai mondi di Wells e Go Nagai. Varcò la linea d’ombra con Poe, Bowie e Ballard, naviga il salato presente preferibilmente in alte gradazioni.

Pablo Miguel Magnani: è un alter ego professionale attratto dall’amatorialità e gran cultore del perseverare nell’errore che ci fa umani. Per pochi ma belli è noto come autore del bestial seller “I pensierini di Mosè” e di “Triscaidecafobia”.

Simon Larocca: nato ad Asti nel 1981, studia al Dams di Torino laureandosi in Cinema abbracciando due passioni seminali germogliate negli anni Novanta: la storia del cinema e la scrittura. Temprato dalle lezioni dei grandi del cinema mondiale e affascinato dall’Oriente e le arti marziali zen di genere, affronta ogni sfida creativa spaziando con i suoi racconti su ogni fronte, convinto che “non esistono generi e gabbie, ma solamente storie che meritano di essere raccontate”.

Giuseppe Ferri: classe 1959 da sempre appassionato lettore di SF, unico genere letterario in grado di unire materia umanistica a 297 quella scientifica senza annoiare. Ama leggere più che scrivere e questo è il motivo della sua scarsa produzione. Attualmente, dopo 42 anni e 10 mesi di contributi finalmente in pensione, ma continua ad avere lo sguardo sul futuro.

Michaelcaine: È un ologramma creato dalla Cultura Pop e dal (pessimo) umorismo milanese, ma se ce abbastanza corrente diventa vero in tutti i sensi. Tornerà?