Retroedicola videoludica editore

Progetto Iskandar nasce per affiancare l’attività dell’Associazione RetroEdicola Videoludica nella diffusione e conservazione della cultura pop(olare), sviluppando una linea editoriale propria di pubblicazioni e testi, che comprende romanzi e raccolte di racconti inediti, saggi e la rivista “Diario BIT”.

diario bit

liberi scritti per annessi e (s)connessi.
La rivista ufficiale dell’Associazione Retroedicola Videoludica.

cosa dicono i lettori

Otto storie che affondano a piene mani nell’immaginario videoludico per disegnare mondi e situazioni al limite fra magia e follia. Roba da NERD videoludici duri e puri, insomma. Un libro avvincente e anche di gran valore artistico!

Doctor Game

Lettore di ‘Retrovisioni 1’.

La cosiddetta età dell’oro raggiunse il culmine; con Defender nacquero gli sparatutto, Pac-Man fu il primo videogioco a entrare nell’immaginario collettivo. Comparve per la prima volta Mario, originariamente chiamato Jumpman. “Retrovisioni” è una raccolta di racconti fantastici dedicati ai vecchi videogiochi degli anni ottanta.

Andrea Bindella

Lettore di ‘Retrovisioni 1’.

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ABOUT AUTHORS

Gianlorenzo Barollo: Accadde a Milano nell’anno dell’Odissea di Kubrick. È un ragazzo in grigio, poco monolitico, folgorato dai mondi di Wells e Go Nagai. Varcò la linea d’ombra con Poe, Bowie e Ballard, naviga il salato presente preferibilmente in alte gradazioni.

Alessandro Arsuffi: classe 1984, diplomato in lingue e cresciuto con i vecchi giochi per Master System e in compagnia dei demoni di Doom, è un appassionato di scienza e di storia antica, ma soprattutto di fantascienza (qualcuno ha detto DOCTOR WHO?).

Pablo Miguel Magnani: è un alter ego professionale attratto dall’amatorialità e gran cultore del perseverare nell’errore che ci fa umani. Per pochi ma belli è noto come autore del bestial seller “I pensierini di Mosè” e di “Triscaidecafobia”.

Simon Larocca: nato ad Asti nel 1981, studia al Dams di Torino laureandosi in Cinema abbracciando due passioni seminali germogliate negli anni Novanta: la storia del cinema e la scrittura. Temprato dalle lezioni dei grandi del cinema mondiale e affascinato dall’Oriente e le arti marziali zen di genere, affronta ogni sfida creativa spaziando con i suoi racconti su ogni fronte, convinto che “non esistono generi e gabbie, ma solamente storie che meritano di essere raccontate”.

Giuseppe Ferri: classe 1959 da sempre appassionato lettore di SF, unico genere letterario in grado di unire materia umanistica a 297 quella scientifica senza annoiare. Ama leggere più che scrivere e questo è il motivo della sua scarsa produzione. Attualmente, dopo 42 anni e 10 mesi di contributi finalmente in pensione, ma continua ad avere lo sguardo sul futuro.

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